Al di là del bene e del male

Al di là del bene e del male” è il titolo di una delle opere cruciali del pensiero del filosofo Nietzsche, un libro che ha scandalizzato un’intera epoca e ha spinto gli uomini insofferenti in una nuova esistenza tragica e sublime; una vita senza più la morale religiosa che imponeva credi e comportamenti e, di conseguenza, che inabissava le genti in un mondo che era lontano da loro, dalla loro essenza profonda. La morte di ogni sistema che cerca di spiegare il mondo si riduceva, alla fine, nel superamento di tutti i falsi valori, in un uomo costretto a vivere al di là del bene e del male, che doveva reinventare da sé il giusto e l’ingiusto, e tutto questo senza più la consolazione di un ordine e una giustizia divina.

Perché questo titolo? Cosa ha a che fare con il Napoli? Signori, noi siamo spettatori di un’annata assurda, di qualcosa che sfugge a ogni previsione, statistica o semplicemente sogno. La squadra che fu l’apoteosi della bellezza e della perfezione estetica, non potendo più mantenere tale livello di assoluto non si è accontentata, non ha accettato di riformulare i suoi orizzonti, li ha semplicemente annientati, sconfinando in una dimensione irricevibile dai tifosi. “Non posso essere la perfezione? Allora sarò l’incubo“.

Paradossalmente, questi calciatori rischiano di essere ricordati più per questa stagione di paralisi cognitiva che per lo splendore abbagliante dell’anno scorso. Stanno riuscendo nel miracolo di passare alla storia non per il trionfo ma per la caduta. Napoli ha spesso questa attitudine di fronte alla storia e all’accadere quotidiano: spropositata, abnorme, senza mezze misure, come se non riuscisse a sostenere la normalità, quasi a dirsi che il trionfo sia stato un errore, un peccato che richiede penitenza e punizioni.

Secoli di oppressione sembrano aver fatto breccia, averci convinto che il nostro posto nel mondo è quello dei grandi incompresi e per questo vessati. Sei emerso? Come hai osato! Non è la vetta il tuo posto, rotola giù.

E noi, invece di piantare le gambe a terra, ci accartocciamo come una palla, così da arrivare a valle più in fretta. Quando capiremo finalmente che la narrazione di Napoli è un racconto per commissione, scritto da chi non ne sa niente, forse solo allora, come il nuovo uomo di Nietzsche, sapremo redimerci dai credi falsi che scambiamo per buoni anche noi. Solo quando sapremo andare al di là del bene e del male, e riconoscere finalmente chi siamo, senza le favole scritte su di noi e che sembrano guidare inconsapevolmente i nostri atti, solo allora non accadrà più quel che sta accadendo.

Intanto, per stasera, per domani, e per sempre, Forza Napoli

Carlo Lettera
Latest posts by Carlo Lettera (see all)

Carlo Lettera

Carlo Lettera

Carlo Lettera, professore e scrittore, nasce a Napoli nel 1980. A 15 anni vince il premio internazionale “Nuove Lettere” e pubblica “Undicesimo grado scala Richter” a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli. Ha curato varie rubriche per la rivista letteraria “Milena Edizioni”. La sua ultima raccolta di liriche dal titolo “A due centimetri” è stata pubblicata nel 2015. Questo la biografia per il mondo, quella manciata di dati che serve ad archiviare un’anima, a tenerla buona in qualche categoria. In realtà non so chi sono, rincorro le linee dell’inchiostro per scoprire se sanno dove sono, in quale nascondiglio. https://www.mondadoristore.it/A-due-centimentri-Carlo-Lettera/eai978886975056/ http://www.rivistamilena.it/2017/07/25/la-spalla-protagonista/ http://www.rivistamilena.it/2017/05/05/la-fatica-tra-etica-e-illusione/

Ti potrebbe interessare

Seguici anche su Facebook