Napoletanità senza confini

Napoletanità senza confini: un’identità culturale che va oltre i luoghi comuni. Di Luigi P. Rondanini

La napoletanità è uno stile di vita, un’identità culturale che racchiude vari aspetti come la lingua napoletana, le tradizioni culinarie, la musica, il teatro e l’arte di strada. È qualcosa che trasmette calore umano, creatività, senso di comunità e capacità di arrangiarsi anche nelle difficoltà.

Spesso si tende a circoscrivere la napoletanità all’area del centro storico di Napoli, ahi ahi maestro D’Alessio, ma in realtà è un concetto più ampio. Molti dei quartieri periferici di Napoli condividono la stessa cultura, lingua e tradizioni. Inoltre, esiste una “napoletanità diffusa” anche in altre zone della Campania, specialmente nelle aree costiere e vesuviane che sono state storicamente legate a Napoli.

Città come Salerno, Caserta, Pompei ma anche Torre Annunziata, Castellammare di Stabia hanno assorbito vari elementi della cultura partenopea pur mantenendo una propria identità locale. La vicinanza geografica e i legami economici hanno creato una sorta di continuum culturale.

In sintesi, la vera napoletanità emerge dal basso ed è espressione genuina del popolo che vive in quest’area. Non si può ridurre ad alcuni luoghi simbolo o stereotipi, ma è un fenomeno sfaccettato e diffuso che appartiene all’intera regione.

Un aspetto interessante è che spesso i concetti cardine della napoletanità come il fatalismo, la tolleranza e la solidarietà, sembrano essere meno assorbiti proprio da alcuni che magari si ergono a paladini o guardiani di tale identità culturale.

Non è raro imbattersi in atteggiamenti lapidari, severi o persino aggressivi verso i propri concittadini, soprattutto su temi sensibili che affliggono i meno abbienti. Chi si erge a difensore della napoletanità a volte pare dimenticare quello spirito di accettazione e comprensione dell’altro che invece caratterizza il vissuto partenopeo.

Si tratta probabilmente di un fenomeno legato a un senso di frustrazione e impotenza verso i problemi irrisolti che affliggono la città. Ma c’è il rischio che questa attitudine finisca per allontanare le nuove generazioni da quell’identità culturale di cui molti si fanno paladini. Sta forse qui la sfida per il futuro della napoletanità: preservarne e attualizzarne l’essenza profonda, la generosità d’animo, l’umanità.

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Luigi P Rondanini