Sondaggi: se la cantano e se la suonano

Secondo un recente sondaggio commissionato da La Repubblica, giornale parte del Gruppo GEDI controllato da Exor, la stessa holding che possiede la maggioranza della Juventus, la Vecchia Signora continua a mantenere una posizione dominante nel panorama calcistico italiano, con una tifoseria che si attesta al 32% . Questo dato, in aumento rispetto al 29% del 2023 ma inferiore al picco del 34% del 2016, pone inevitabilmente domande sulla credibilità e l’obiettività delle rilevazioni, specialmente considerando i legami diretti tra giornale e il club.

Come possono i tifosi e gli osservatori essere certi della veridicità delle cifre presentate, quando il club in questione ha un interesse diretto nel risultato del sondaggio? Tra l’altro questi sondaggi arrivano in un momento in cui il brand della Juventus è sotto scrutinio, non solo per le prestazioni in campo ma anche per le varie controversie legali che hanno coinvolto, tra cui Calciopoli e le recenti accuse di manipolazione delle plusvalenze. Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha persino ammesso che il “brand” Juventus è stato protetto all’interno della Lega.

Secondo i risultati proposti, Inter e Milan seguono con una tifoseria che si aggira attorno al 15%, riflettendo una possibile erosione del loro seguito a favore della Juventus. Napoli e Roma ricevono, rispettivamente al 10% e al 7%.

Mentre la Juventus continua a godere di vasto successo e popolarità, è fondamentale che il calcio italiano rifletta su come equilibrare il potere e supportare le realtà minori, garantendo che il tifo e la passione per il calcio rimangano autentici e non siano il risultato di dinamiche di mercato manipolate o di pressioni culturali indesiderate. La sfida per le autorità e per il sistema calcistico nazionale è quindi quella di preservare l’integrità dello sport amato da milioni di persone, assicurando che ogni club, grande o piccolo, possa competere su un piano di parità.