Repubblica – Una partita che non c’è stata

Settore Giovanile Napoli

Attraverso le pagine di Repubblica, il noto giornalista Antonio Corbo ha fatto il punto sul Napoli.

Di seguito quanto riportato.

Una partita che non c’è stata. Se il Bologna l’ha vinta nel giro di tre minuti e dopo 12’ era già finita, sono giusti ma inutili e tardivi i fischi, puerile il silenzio stampa. C’è qualcosa di più profondo. Non poteva che vincere facile una squadra costruita da un manager competente, affidata poi a un allenatore per la bravura e la maturità acquisita nello stesso club. Contro c’era una squadra fresca di scudetto ma demolita presto. Ogni errore, un colpo di piccone. Il primo, la fuga di Spalletti che dopo il suo personale capolavoro ha voluto chiudere i conti con il presidente. Secondo, l’addio concitato del ds Giuntoli per consegnarsi alla Juve.  Il presidente, indifferente ad uno smacco dopo l’altro, si è lasciato guidare da temeraria autostima. Ha pensato di sostituire entrambi. Poteva farcela in una società strutturata, con gerarchie intermedie. Aveva anche indovinato il nuovo allenatore, proprio Thiago Motta. Ma ha trascurato l’esito del colloquio. Verosimile la fonte bolognese. Riferisce stupore e dubbi del giovane allenatore italo-brasiliano, già considerato nelle febbri del calcio un santone delle panchine. Motta era colpito da un’assenza importante secondo una idea di calcio, non solo sua. Mancava nel piano il direttore sportivo. Chi poteva spiegargli che cos’era il Napoli abbandonato da Spalletti e Giuntoli. Da chi poteva sapere che cosa lo stesso Napoli aveva progettato per migliorare la squadra dopo lo scudetto. Ci sono cose che un presidente per bravo che sia non può sapere. Gli effettivi valori, prospettive e limiti dei giocatori; quali potevano essere i sostituti; per quali erano stati fatti dei sondaggi. Si arriva così all’allenatore sbagliato, uno che troppo tardi confessa di non amare il sistema Spalletti, il gioco che aveva portato il Napoli al titolo. Una follia. De Laurentiis che pure ha speso moltissimo per acquistare giocatori che si sono rivelati inadatti ha agito senza l’aiuto di veri competenti. Andrea Chiavelli è un eccellente fiscalista. I suoi consigli sono ottimi ma sulla tenuta del bilancio e sulla arguzia delle clausole. Di Maurizio Micheli, capo scouting, si sa che pensava di sostituire Kim, un pilastro della difesa con Natal. Bocciato da tre allenatori su tre. Ieri un solo giocatore , Cajuste, si è seriamente proposto per la conferma. Nel reparto Juan Jesus e purtroppo Di Lorenzo sembrano i punti deboli. Lobotka l’unica certezza. Una squadra decisa secondo numeri estratti nel Lotto, senza un filo logico, non può che perdere con un club bene organizzato. Ed essere travolto dai fischi. Non è passato per caso il Bologna. Lascia una traccia. Allenatore, manager, progetto decisi secondo metodo. Questo è calcio. E così, solo così, il Napoli può ricostruirsi mattone su mattone”.