Quel che resta del giorno a Cercola: il Napoli Primavera sprofonda, il Cagliari fa festa
Cronaca di un naufragio annunciato, tra la freschezza sarda e l’anima smarrita dei piccoli azzurri. Il pallone sa essere un giudice severo, e oggi non ha concesso sconti.
C’è un momento preciso, nel calcio come nella vita, in cui capisci che la terra ti sta mancando sotto i piedi. Per il Napoli Primavera quel momento è arrivato alle prime luci di un pomeriggio che doveva profumare di riscatto e che invece ha mantenuto solo l’odore acre della sconfitta. A Cercola si consuma il dramma sportivo dei giovani azzurri: il Cagliari passa con un 3-0 che non ammette repliche, si prende la salvezza e condanna il Napoli alla retrocessione in Primavera 2.
Chi si aspettava l’orgoglio della maglia, la fiammata del Sud che si ribella al destino, è rimasto deluso. È stato invece un monologo rossoblù, recitato a memoria con la freschezza di chi sa cosa vuole e come andarselo a prendere.
il Napoli Primavera sprofonda. L’avvio shock e il muro sardo
L’approccio alla partita del Napoli è da matita rossa. Nemmeno il tempo di sistemarsi in campo, di sentire il calore del pubblico, e il Cagliari è già scappato via. L’avvio dei sardi è devastante, una tempesta perfetta che si abbatte sulla difesa partenopea. Prima Mendy, poi Trepy: due schiaffi in rapida successione che lasciano il Napoli stordito, incapace di reagire, come un pugile suonato che cerca disperatamente le corde. Due a zero dopo pochissimi minuti, e la montagna da scalare diventa improvvisamente l’Everest.
Nella ripresa, a dire il vero, i ragazzi in maglia azzurra ci hanno provato. È subentrata quella generosità un po’ disordinata, tipica di chi vede il baratro e tenta l’impossibile. Ma la gioventù ha i suoi limiti, specie se di fronte trova una saracinesca. Ogni tentativo del Napoli si è infatti infranto contro le mani, i riflessi e lo spirito di Kehayov. Lo straordinario portiere del Cagliari ha parato tutto il parabile (e anche qualcosa di più), spegnendo sul nascere ogni barlume di rimonta e blindando il risultato per i suoi.
il Napoli Primavera sprofonda. Il tramonto del match e il verdetto
Il finale è solo la triste contabilità di un verdetto già scritto. Con il Napoli interamente sbilanciato in avanti, il Cagliari trova praterie. Il solito, imprendibile Trepy si accentra e conquista con astuzia un calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Costa: rincorsa fredda, Ferrante spiazzato e palla nel sacco per lo 0-3 definitivo.
Il fischio finale è una liberazione per il Cagliari, che festeggia una salvezza strameritata, costruita sul coraggio e sull’organizzazione. Per il Napoli, invece, è il tempo delle lacrime e dei silenzi. La retrocessione in Primavera 2 è un verdetto duro, forse definitivo per questa generazione, che costringerà tutto l’ambiente a una profonda riflessione su cosa sia diventato il settore giovanile all’ombra del Vesuvio.
Il calcio dei giovani dovrebbe essere gioia, crescita, speranza. Oggi, a Cercola, è rimasta solo l’amarezza di un’occasione perduta. Ma si ripartirà, perché la palla continua a rotolare anche quando fa male.
Restiamo umani.





