Neres come Lavezzi Il paragone affascina: lo scrittore Ciriello
Quando una penna come quella di Marco Ciriello — ospitata questa mattina su La Gazzetta dello Sport — tira in ballo il nome di Ezequiel Lavezzi, non è mai per caso. E se il paragone riguarda David Neres, allora significa che il brasiliano di Antonio Conte sta davvero lasciando un segno.
Neres, arrivato quasi in punta di piedi, sta diventando un’arma imprevedibile, elettrica, capace di dare al Napoli ciò che mancava da tempo: lo stupore, la fantasia, il dribbling che riaccende lo stadio.
Il paragone di Ciriello: “Neres come Lavezzi”
Ciriello lo descrive così:
“Esaurite le penitenze del catechismo contiano, David Neres ha accelerato e preso a dribblare, ricordando a tratti Ezequiel Lavezzi e creando nuove possibilità al Napoli.”
Un accostamento pesante, certo, ma che trova una sua logica. Neres nelle ultime uscite ha cambiato pelle: due gol decisivi all’Atalanta, giocate scintillanti, una capacità quasi naturale di creare superiorità numerica.
E quella mezza rovesciata alla Shingo Tamai contro il Qarabag sarebbe stata da poster della Champions se Kochalski non gli avesse negato la gloria con un colpo di reni da copertina.
Neres come Lavezzi Il paragone affascina: lo scrittore Ciriello. Il dribbling come marchio di fabbrica
Il cuore del paragone con il Pocho è tutto lì: la capacità di saltare l’uomo, sempre, comunque, in qualsiasi porzione di campo.
Nel calcio iper-strutturato di Conte, questa qualità è un’eccezione preziosa. Politano, stremato da mesi di lavoro incessante a destra, aveva bisogno di qualcuno che spaccasse le partite. Neres lo sta facendo.
- Dribbling corti e stretti
- Finti, controfinti, cambi di direzione improvvisi
- Uscite dal traffico col tacco
- Accelerazioni che destabilizzano chiunque
Il brasiliano non è un giocatore “logico”: è un portatore di caos creativo, e questo è un dono raro.
Le differenze con il Pocho: meno punta, più serpente
Se Lavezzi arava il campo da mezzapunta pura, lanciato in sinergia dinamica con Hamsik e Cavani, Neres è un’altra cosa.
È più serpigno, più imprevedibile, più “vagabondo”:
- si sposta da una fascia all’altra,
- interpreta i cambi di Conte come opportunità,
- sfrutta ogni situazione per sorprendere l’avversario.
Non ha la stessa progressione devastante del Pocho, ma ha una fantasia più “carnale”, più improvvisa, più brasiliana. Ed è proprio questo che sta conquistando l’ambiente.
Neres come Lavezzi Il paragone affascina: lo scrittore Ciriello. Neres, il nuovo stupore del Napoli
Il Napoli aveva bisogno di uno che accendesse la miccia, che rendesse le azioni meno scolastiche e più istintive. Con lui, la squadra ha ritrovato un’arma che mancava dagli anni del Pocho:
la capacità di sorprendere.
E quando un giocatore sorprende, cambia le partite.
Diciamolo: se Napoli torna a pronunciare quel nome, è perché Neres ha già toccato corde emotive che credevamo sepolte. Scusaci Pocho… ma questo Neres merita di essere seguito da vicino.
Restiamo umani.





