MI MANDA SARRI…

Real Madrid-Napoli

Alle 19.30 di ieri è andata in scena la prima conferenza stampa del nuovo tecnico Francesco Calzona.

Una doverosa premessa, l’esonero si Walter Mazzarri umanamente spiace tantissimo, in quanto a differenza di Garcia (che è stato poco più che una comparsa nella storia del club) il tecnico toscano lascia intatto l’affetto dei tifosi per ciò che ha rappresentato il suo splendido ciclo dei “tre tenori”. È altrettanto doveroso dire che questa sua seconda esperienza partenopea è stata un disastro totale; oltre alla confusione tattica ciò che più ha arrecato danno alla squadra è l’aria di insicurezza e pessimismo che perennemente si è respirata a Castelvolturno in questi mesi.

Calzona si è presentato bene, la sua conferenza stampa è stata molto apprezzata. Il linguaggio del corpo, agli antipodi rispetto al predecessore, racconta di un uomo che sicuramente fa della cultura del lavoro la propria filosofia di vita e che non sembra aver alcun timore di affrontare l’impresa di ridare dignità ad una stagione balorda. Il solo fatto di essersi insediato a 24 ore da un ottavo di finale di Champions league contro il Barcellona è un qualcosa che forse farebbe tremare i polsi anche a tecnici più navigati.

A questo il nuovo tecnico ha aggiunto una comunicazione asciutta, chiara, senza preamboli e fronzoli. Ciò che ha colpito più di tutto è il passaggio in cui dichiara in modo netto che la sua missione in questi mesi è quella di dare una identità riconoscibile alla squadra ed ovemai non vi riuscisse lo riterrebbe un suo fallimento.

Da ciò emergono due concetti importantissimi. Innanzitutto egli non ha parlato di obiettivi di classifica, ma di identità, in quanto la sua cultura calcistica è quella di concepire il risultato sul campo la naturale conseguenza di tale identità da ritrovare.

In secondo luogo evidenzia una certa sicurezza nel proprio lavoro, nelle proprie metodologie, ma anche nella qualità della rosa a sua disposizione.

Intendiamoci, Calzona non potrà mai essere la panacea di tutti i mali di questo Napoli. Come lui stesso ha fatto intendere ora non è più il momento delle scuse e delle parole bensì del lavorare a testa bassa.

L’auspicio è che in questi pochi mesi il mister riesca nel suo intento di ridare alla squadra quella identità smarrita e che possa essere lui il tecnico del futuro del club.

Stasera il battesimo del nuovo ciclo sarà contro il Barcellona. Al suono della famose note si resettino questi mesi troppo brutti per rappresentare la vera cifra di questa rosa….che sia una notte da Napoli….una notte da Champions!

 

Pasquale Marino
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