L’AMORE AI TEMPI DEL PALLONE

Poesia, poeta

Trentatré anni, nessun mese e cinque giorni. Tanto è stato il tempo che ognuno di noi ha atteso per congiungersi al suo sogno. Come nessuno abbiamo perseverato e lottato: respinti, precipitati negli abissi dei campi di periferia, derisi e contrastati. Sentivamo come se un marchingegno infernale trovasse il proprio passatempo nella nostra perenne pena che si muoveva tra illusione e disillusione. Nessuno degli altri, di quelli che non sono di qui e che a noi proprio per questa verità sembrano destinati all’inappartenenza con qualsiasi luogo, poteva capire. Ci hanno accompagnato alle uscite deprezzando la nostra speranza come pazzia. 

Colerosi, terroni, pietrificati in osannate eruzioni. Eravamo il plebeo indegno ad attenere la mano della Signora Felicità che per noi aveva le splendide fattezze di un Tricolore. Poi, non chiedetemi come o perché, forse la nostra tenacia, o semplicemente il caso magico  che ogni cento anni forza la parabola della realtà ordinaria permettendo ai disperati di assaltare la Bastiglia sempiterna del Potere, quella felicità ha acconsentito a farsi possedere. Essa stessa ci ha cercato, come se avesse necessità di contaminarsi con la purezza dei gesti, con la poesia che quella squadra seminava sulle erbe appena recise. La stessa felicità, dopo averci amato, ha sentito che per troppi anni aveva mentito a se stessa, che la sua vita l’aveva sprecata con una grigia sicurezza e con momenti tranquilli troppo a buon mercato.

Ma la felicità non può star fuori di casa più di un giorno. Dal palazzo nobiliare subito partirono agenti, e la trovarono ubriaca mischiata al popolo, e la batterono per l’infedeltà, e la trascinarono a casa. Nessuno, da che si ha memoria, ha visto un viso più triste di quello che lei fece quando la strapparono a forza dai vicoli in una notte di un maggio splendido. Ora è tornata da dove era venuta: noi sogniamo lei e lei sogna noi. Ci siamo ripromessi, dovessimo attendere altri trentatré anni o altri sessanta. Gli amori aspettano, e vivono nell’intervallo come poeti ubriachi.

Cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni. Tanto perseverò Florentino nel suo amore per Fermina. Un sognatore che nient’altro aveva se non il suo umile posto di telegrafista e lo splendore dei versi incantati. Come poteva osare l’ultimo degli ultimi di avere l’amore della donna più bella del Caribe? Altri più titolati, nonostante l’amore reciproco, l’avrebbero avuta, e col tempo intristita. Florentino però non si arrende, Florentino continua a vivere e ad amarla, Florentino ha una fede messianica e prepara tutta la sua vita per quel momento. Un sogno vissuto mille volte è più reale della realtà stessa. Questo Florentino lo sa, e mentre gli altri vivono lui non dimentica, lui aspetta, lui sa, lui vive e scrive per questo.

Cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni dopo il loro ultimo incontro, Florentino, su un battello cullato dalle poderose acque di un fiume, farà, per la prima volta, l’amore con Fermina. Così termina il capolavoro di Gabriel Garcia Marquez “L’amore ai tempi del colera”. I libri però non chiudono mai una storia. Il loro potere è nella capacità di ripetersi ancora e ancora. Che noi tutti possiamo essere Florentino ancora una volta è il mio augurio per Natale.

Carlo Lettera
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Carlo Lettera

Carlo Lettera

Carlo Lettera, professore e scrittore, nasce a Napoli nel 1980. A 15 anni vince il premio internazionale “Nuove Lettere” e pubblica “Undicesimo grado scala Richter” a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli. Ha curato varie rubriche per la rivista letteraria “Milena Edizioni”. La sua ultima raccolta di liriche dal titolo “A due centimetri” è stata pubblicata nel 2015. Questo la biografia per il mondo, quella manciata di dati che serve ad archiviare un’anima, a tenerla buona in qualche categoria. In realtà non so chi sono, rincorro le linee dell’inchiostro per scoprire se sanno dove sono, in quale nascondiglio. https://www.mondadoristore.it/A-due-centimentri-Carlo-Lettera/eai978886975056/ http://www.rivistamilena.it/2017/05/05/la-fatica-tra-etica-e-illusione/

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