La serie A ha i dirigenti che si merita

La serie A ha i dirigenti che si merita – Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, in una recente dichiarazione, ha individuato il colpevole perfetto per la mancata presenza di campioni come Mbappé e Haaland nel nostro campionato: i tifosi che si abbonano al “pezzotto”. Sì, avete capito bene, non è colpa delle politiche fallimentari dei dirigenti, degli scandali ricorrenti, della “protezione dei brand” in barba alla legalità, dei fondi, dei mondiali mancati o delle malefatte impunite, ma nientemeno che dei tifosi che preferiscono guardare le partite in streaming illegale.

Il buon De Siervo ha dichiarato: “Credo che siamo in una fase delicatissima, circa a metà della nostra staffetta. Abbiamo iniziato una 4×400, facendo la prima frazione tutti insieme con il Parlamento che ci ha consegnato una legge che individua la strada corretta. Per la prima volta siamo nella condizione di capire il problema che stiamo vivendo. Sono sterili le discussioni sul vendere bene o male i diritti. Quello che deve essere capito è che i soldi che raccogliamo nell’asta sono il frutto della vendita di abbonamenti. Se come sistema Paese non ne garantiremo uno corretto, la diminuzione degli abbonati rischia di impoverire tutto il sistema. L’enormità di questo problema è stata compresa”.

Insomma, sembra quasi che De Siervo voglia una standing ovation per il suo brillante ragionamento: meno pirateria, più soldi per la Serie A, più campioni in campo. Facile, no? Peccato che i numeri dicano altro: secondo uno studio dell’Unione Europea, la pirateria in Italia è un fenomeno piuttosto contenuto e riguarda soprattutto la fruizione di serie TV e film, non certo il calcio.

Ma De Siervo non si ferma qui. “Dobbiamo riuscire a far capire che le risorse che i nostri presidenti hanno dipende dalle risorse del sistema. Se non ci sono campioni è perché non ci sono sufficienti tifosi che pagano il prodotto. Quando noi chiudiamo una complicatissima asta di diritti, alla fine poi lavoriamo allo stesso conto economico perché più soldi entrano e più riusciamo tutti ad avere un beneficio. Se non raggiungiamo il break-even è perché il numero pirati è ancora alto. Al pirata deve essere garantito di entrare nel sistema legittimo. Devono imparare a pagare, l’obiettivo nel tempo sarà fare pagare meno: se pagano tutti, si potrà pagare meno”.

Ecco, immaginatevi i tifosi pirati che, pentiti, decidono di abbandonare il “pezzotto” per abbonarsi alla piattaforma ufficiale, magari sperando in uno sconto futuro. La realtà è ben diversa e se il nostro calcio è nel fango, la colpa è di chi ha amministrato male le risorse, di chi ha permesso scandali e malefatte. Forse è il momento che i dirigenti, De Siervo in testa, guardino in casa propria prima di puntare il dito contro i tifosi.

Caro De Siervo quello che le serve è una buona dose di realtà. Un po’ di autocritica potrebbe fare miracoli, anche per un campionato che ha urgente bisogno di una vera riforma e non di facili capri espiatori.

È proprio vero, la serie A ha i dirigenti che si merita.

David Greco
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