La biblioteca umana esiste

La biblioteca umana esiste.
La notizia non è arrivata come di solito fanno le lettere, quando qualcuno bussa alla porta e ti lascia un messaggio col sigillo. Cos’era la biblioteca umana l’ho compreso lentissimamente, mi ci sono voluti quarant’anni, e per quale via io abbia costruito tale storto pensiero  non saprei dirtelo. Un giorno ha deciso di esistere, si è data un nome e una confusa architettura.
Posso annunciarti che non è un deposito di nomi, non ci trovi gli studenti a rovistare casi e date; nessun custode, dell’archivista nessuna traccia.
Non sforzarti di immaginarla in un luogo remoto, in qualche foresta o pianura immensa del Sud, sepolta tra rum e tabacco; lei si sposta con te, ti segue nei mattini pigri e nelle sere agitate, ti abita, e tu non lo sapevi.
Tutti gli uomini che ho incontrato, dal passante che persi alla svolta fino a mia madre, dall’uomo che mi dà mele buone al collega che vedo solo salir le scale, tutti per me sono stati e sono libri. Ora lo so.
La vita ho cercato di sistemarla come un’enorme libreria umana: ho spostato individui da una sezione all’altra mano a mano che li conoscevo, altri sono sullo stesso scaffale da sempre perché incapaci di darmi sorprese. Di questi ultimi il finale era già nel primo paragrafo, e mi è bastato dare uno sguardo alla scena iniziale per sapere come sarebbe andata a finire. Sono libri solo aperti e mai letti, sono quegli incontri che muoiono in cinque minuti, una presentazione veloce, un “Ha da accendere?” uno scambio di pareri sul tempo che minaccia pioggia di ritorno in un treno sperduto.
Quante ore a rivedere i titoli perché, è bene che tu lo sappia, i titoli non li scelgo io quando aggiungo un altro volume. In un primo momento sono nient’altro che le presentazioni che gli uomini mi hanno fatto. Quanti ne ho dovuti scarabocchiare e riscrivere in forma più aderente. Quanti amici hanno cambiato scaffale, quante volte son dovuto salire sulla scala di legno e spostare un tizio dal comparto “Poesia” a quello di “Scienze applicate”, o ancora da “Fantasy” a “Ricettari di cucina”. A volte mi chiedo che sezione occupo io nelle loro biblioteche, se ho cambiato anche io di posto.
Ogni tanto, quando compio l’ennesima catalogazione, capita che venga giù un intero scaffale, proprio in testa. È il momento in cui gli uomini mi cercano, è il tempo dei ricordi.
Carlo Lettera
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Carlo Lettera

Carlo Lettera, professore e scrittore, nasce a Napoli nel 1980. A 15 anni vince il premio internazionale “Nuove Lettere” e pubblica “Undicesimo grado scala Richter” a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli. Ha curato varie rubriche per la rivista letteraria “Milena Edizioni”. La sua ultima raccolta di liriche dal titolo “A due centimetri” è stata pubblicata nel 2015. Questo la biografia per il mondo, quella manciata di dati che serve ad archiviare un’anima, a tenerla buona in qualche categoria. In realtà non so chi sono, rincorro le linee dell’inchiostro per scoprire se sanno dove sono, in quale nascondiglio. https://www.mondadoristore.it/A-due-centimentri-Carlo-Lettera/eai978886975056/ http://www.rivistamilena.it/2017/05/05/la-fatica-tra-etica-e-illusione/

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