Kvara e la lezione degli antichi

Esistono uomini poesia (ormai sul precipizio dell’estinzione) e uomini romanzo (i colonizzatori assoluti del pensiero moderno).   Tale categoria, senza forzature, definisce anche quell’universo instabile e irrazionale che confina col pallone, del mondo replica geometrica e metafora infinita.

Senza l’evento meraviglioso, il prodigio, che si compia o resti confinato nell’attesa è solo un passatempo da tristi accademici, nessuna vita resisterebbe.

Provate a dire all’uomo che con la  pagnotta arrotolata nella carta  vede venire su l’alba contro gli occhi ancora gonfi che il giorno che lo attende sarà solo ordinarietà, una sequenza logica di fatti, di spiegazioni a eventi, strappate dal suo orizzonte la possibilità dell’inconsueto. Quell’uomo crollerebbe a terra e inizierebbe a piangere maledicendo l’orrendo vaticinio

A evitare la monotonia delle vite romanzo, cioè di quelle esistenze che come il genere narrativo nato nell’Ottocento analizzano ogni cosa, sezionano sul lettino, col camice sterilizzato da chirurgo i pensieri, prevedono e prevengono, e soprattutto spiegano nell’interezza la vita, qualcuno, non mi chiedete chi, ci ha regalato i poeti.

Chi sono i poeti mi chiedete? Ieri lo avete visto. Indossava la maglia numero 77, quella del diavolo perché, come scriveva Baudelaire, non può esserci poesia senza dannazione. Kvara, il poeta che sembrava aver dimenticato il verso, per troppi mesi è stato un judoka che si muoveva sul tatami in attesa che il corpo dell’avversario si aprisse a una possibile mossa.

Lentamente hanno lavorato sulla sua funzionalità, sulla logicità dei movimenti. “Vai, a tutta fascia, torna indietro, collegati ai compagni, vedi sempre la soluzione giusta”.

Erano gli uomini romanzo che così lo contenevano tentando un’operazione di metamorfosi destinata, nelle loro intenzioni, a mettere fine alle follie, a renderlo più pratico, più razionale, più remunerativo, insomma meno poeta e più romanziere.

Irritato da ciò che stava diventando, quasi risucchiato nel folto di qualche capitolo anonimo è uscito dal vortice magnetico con un atto di ribellione, col talento puro, con la poesia.

Come i poeti si affidano alla forza bruta di una frase o di un verso di estrema bellezza per recuperare il nitore sempre minacciato dal mondo, così Kvara ha fulminato tutta la catena degli eventi e delle analisi della partita con un bagliore, un verso, tra i suoi più preziosi.

Ha preso la rincorsa, ha rubato quella palla che non doveva essere rubata, ha fatto saltare la trama e rivelato al mondo che a nulla valgono le previsioni, le prove continue. Ha detto loro che la verità intima del mondo è l’illogicità, gli ha sbattuto sul muso la fragilità della loro tesi sulla linearità degli eventi. Ha sovvertito l’ordinario con un gesto straordinario, passando dalla furia alla grazia del pennello in un istante, e negli occhi degli uomini ha inciso, in maniera prepotente, la tavola della verità.

Gli antichi affermavano che spiegare le cose le indebolisce e  sbarra loro la strada alla memoria futura. I grandi geni, quelli che siederanno nel non tempo dell’eternità sono invece coloro che annunciano, dicono qualcosa di una bellezza assoluta e poi tacciono ritrosi a dire il perché, senza dare informazioni. I personaggi dei grandi poeti antichi erano gravidi di futuro e sterili di spiegazioni.

Kvara, il nostro Kvara, forse leggeva proprio Erodoto sull’aereo che lo conduceva alla riappropriazione di sè, alla sua nuova e stordente lirica.

 

 

Carlo Lettera
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Carlo Lettera

Carlo Lettera

Carlo Lettera, professore e scrittore, nasce a Napoli nel 1980. A 15 anni vince il premio internazionale “Nuove Lettere” e pubblica “Undicesimo grado scala Richter” a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli. Ha curato varie rubriche per la rivista letteraria “Milena Edizioni”. La sua ultima raccolta di liriche dal titolo “A due centimetri” è stata pubblicata nel 2015. Questo la biografia per il mondo, quella manciata di dati che serve ad archiviare un’anima, a tenerla buona in qualche categoria. In realtà non so chi sono, rincorro le linee dell’inchiostro per scoprire se sanno dove sono, in quale nascondiglio. https://www.mondadoristore.it/A-due-centimentri-Carlo-Lettera/eai978886975056/ http://www.rivistamilena.it/2017/05/05/la-fatica-tra-etica-e-illusione/

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