I gatti del palazzo di fronte

Forse hanno ragione i gatti del palazzo di fronte

che si danno i turni a sorvegliare la strada dalla finestra,

a evitare che scompaia, a far sì che resti per sempre.

 

Non c’è attimo che lascino la loro torretta deserta

come se sapessero che tutto resta fino a quando ci siamo,

che basta distrarsi per una fusa, una lisca, e perdere il mondo in una volta sola.

 

Forse aspettano qualcosa che nemmeno loro conoscono,

la attendono da dietro i vetri, al riparo, nel tepore;

capita che un accenno di sonno li colga e la testa batta sulla maniglia,

ma è un attimo, spalancano gli occhi gialli e riprendono a guardare.

(Da dietro vedo la vecchietta che li cura cucire qualcosa, l’ago scintilla)

Se quello bianco crolla, il fulvo ne prende il posto, e poi il nero, in un circolo eterno.

Nessuno, da quella finestra, rinuncia un attimo alla sua vista sul mondo.

 

Tu però non sei molti come i gatti di fronte che ormai sono la tua abitudine,

tu poco puoi farci, sai che più di una notte nessuno riesce a star sveglio,

che la veglia si affretta a farsi prima nebbia e poi niente.

 

E tu tremi nel sonno, intuisci (non sai come) che il mondo sottratto al tuo sguardo

è solo un’ipotesi, neanche negli almanacchi ne compare ormai un riga.

Forse è per scampare da questa possibilità che non resti nulla di ciò che sapevamo che amiamo, nascono figli,

si invitano amici, si tiene la luce accesa quando si parte, con la scusa dei ladri.

Si cercano gli altri per scongiurare l’assedio del niente, ed è per questo che mai, nemmeno per un secondo, il mondo ha smesso di avere chi lo veglia.

Per una parte del mondo che affoga nella notte, un’altra resiste nella luce, e guarda, controlla, tiene in piedi la certezza dell’esistenza.

Deve valere davvero molto questa terra se mai è accaduto che tutti gli occhi del mondo fossero chiusi nello stesso istante.

I gatti questo lo sanno, e me lo dicono ogni giorno.

 

 

 

 

Carlo Lettera
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Carlo Lettera

Carlo Lettera

Carlo Lettera, professore e scrittore, nasce a Napoli nel 1980. A 15 anni vince il premio internazionale “Nuove Lettere” e pubblica “Undicesimo grado scala Richter” a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli. Ha curato varie rubriche per la rivista letteraria “Milena Edizioni”. La sua ultima raccolta di liriche dal titolo “A due centimetri” è stata pubblicata nel 2015. Questo la biografia per il mondo, quella manciata di dati che serve ad archiviare un’anima, a tenerla buona in qualche categoria. In realtà non so chi sono, rincorro le linee dell’inchiostro per scoprire se sanno dove sono, in quale nascondiglio. https://www.mondadoristore.it/A-due-centimentri-Carlo-Lettera/eai978886975056/ http://www.rivistamilena.it/2017/05/05/la-fatica-tra-etica-e-illusione/

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