Bagnoli, serve una svolta

Ci domandiamo se qualcuno, nella struttura commissariale straordinaria per il SIN Bagnoli – Coroglio, si sia posto realmente il problema di capire cosa effettivamente i cittadini dell’area occidentale di Napoli si aspettano da un processo di riqualificazione ambientale e urbana unico nel nostro Paese. Cosi come ci domandiamo se quando si parla di risarcimento ad un territorio e ad una popolazione massacrata da inquinamento ambientale, malattie e lutti indicibili, si parli con cognizione di causa oppure si facciano solo dichiarazioni di facciata.

DA COROGLIO A LA PIETRA

A chi segue da diversi anni le vicissitudini del PRARU del SIN Bagnoli Coroglio, i dubbi sono stati alimentati dalle dichiarazioni rese negli ultimi tempi dagli amministratori locali. Perplessità accompagnate da riflessioni che tendono a mettere in discussione le principali finalità dell’ambizioso progetto: creare un parco urbano di centinaia di ettari e un litorale balneabile senza soluzioni di continuità da Coroglio a La Pietra, capaci entrambi di promuovere la zona di Bagnoli e Coroglio come grande attrattore turistico.

Questo è il destino che gli abitanti dell’area occidentale di Napoli sognano e si attendono da tanti anni, quello cosi bene espresso dal vincitore del concorso delle idee Bagnoli UrbaNAture.

LA RISPOSTI A POCHI METRI

Se nel frattempo qualche amministratore ha dubbi sulla possibilità che il mare antistante l’area ex-industriale recuperi pienamente il requisito di balneabilità, si rivolga alla Stazione Zoologica Anton Dohrn, coordinatore del progetto LIFE SEDREMED, finanziato dall’Unione Europea e focalizzato proprio sul mare di Bagnoli. Un progetto di sviluppo di una soluzione innovativa per la decontaminazione di siti marini inquinati che coinvolge un gruppo multidisciplinare e intersettoriale di 7 partner provenienti da 4 paesi europei.

IL PRARU

Le attività del PRARU (Programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana) con l’ultimazione della bonifica dell’area ex- Eternit, necessitano di un impulso decisivo da parte del Commissario Straordinario Ing. Manfredi per completare entro il 2026 tutte le attività di bonifica riguardanti l’intera area ex-industriale, per rilasciare il parco urbano di oltre 100 ettari ed il parco dello sport, per rimuovere la colmata ed avviare la bonifica del litorale e dei fondali marini, per consentire l’insediamento di attività industriali e di ricerca eco-compatibili, per fornire concrete soluzioni abitative ai residenti del borgo Coroglio.

Si tratta non solo di completare progetti, rendere disponibili i fondi e commissionare i relativi lavori. Occorre anche mettere mano al Piano Regolatore Generale della città di Napoli approvato nel 2004, riprendendo nelle sedi istituzionali un percorso democratico di Urbanistica partecipata. Il fine è quello di garantire una riqualificazione del territorio finalizzata esclusivamente agli interessi della città e che non dia spazio a operazione speculative.

RICORSO AL PNRR

Al Commissario Ing. Manfredi si chiede inoltre di valutare opportunamente anche il ricorso ai finanziamenti del PNRR per quanto riguarda le opere di completamento delle infrastrutture per la viabilità, la mobilità e la difesa ambientale dell’intero territorio. E’ vero che esistono delle criticità di questi finanziamenti per la data di completamento richiesta nell’ambito delle opere finanziate. Tuttavia si potrebbe pensare di suddividere i progetti delle infrastrutture in diversi lotti, per consentire ad alcuni di essi di essere completati nei tempi richiesti dalla UE.

BAGNOLI, SERVE UNA SVOLTA

Infine bisogna affrontare in modo serio ed efficace il problema degli abitanti dell’ attuale borgo Coroglio. Soluzioni chiare e praticabili per i proprietari residenti e gli affittuari che ne hanno diritto.

Associazione Jamme Assiem