Geolier: “Non devo insegnare niente a voi, sono io che devo imparare da voi”.

Molti gli studenti della Federico II accorsi all’incontro con Geolier tenutosi ieri pomeriggio al complesso Universitario di Scampia. L’artista, visibilmente emozionato, conquista ancora una volta il pubblico per la sua umiltà, quando racconta del suo rimpianto di non avere studiato e delle sue difficoltà ad esprimersi durante le interviste, avute soprattutto agli inizi del suo percorso artistico. Racconta di avere sempre lavorato durante la sua breve carriera scolastica e che la sola persona nei confronti del quale prova soggezione è suo padre; quel padre modello di vita, spesso critico e scettico verso alcuni testi delle sue canzoni.

Geolier, è un giovane tra i giovani, con le stesse ansie e preoccupazioni sul futuro.

Dei tre concerti sold out previsti al Maradona dice di temere di deludere le sue aspettative. È consapevole che questo è il suo momento e si sente come uno studente davanti ad un esame col timore di fallire, di non essere all’altezza.

Alla domanda su cosa si aspetti dal futuro, il giovane artista risponde: “Penso che m’aggià movere”, sottolineando di soffrire la velocità dei nostri tempi e la mancanza di tempo. “Ho bisogno di tempo. A volte, mi sembra che il futuro non ha tempo per me”.

Da ultimo, quasi a rispondere alle critiche mosse da più parti per la sua presenza in Ateneo, afferma che il compito della musica non è quello di educare, ciò che invece avviene in altre sedi, per lui la musica è intrattenimento e talvolta può essere una cura, ciò di cui si può aver bisogno quando ci si riconosce nelle sue canzoni.

“Non devo insegnare niente a voi, sono io che devo imparare da voi”.

Non possiamo che augurare a Geolier di vincere le sue paure sul futuro e di avere lo stesso “coraggio dei bambini’ cantato in qualche album fa.

Carmen Sigillo

(Foto Carmen Sigillo)